Quando il sipario della Scala si apre sulla nuova Cenerentola che inaugura la Stagione di Balletto, lo spettatore entra in un mondo dove la tecnologia si fa poesia e la luce racconta. OOOPStudio ha creato per questa produzione un universo visivo che trasforma il palcoscenico in uno spazio di metamorfosi continue, dove videoscenografie e mapping costruiscono la geografia emotiva della fiaba di Perrault attraverso la musica di Prokof’ev.
Cinderella – Teatro alla Scala
La struttura scenica permanente – torri laterali, cornici profonde, architetture scultoree – diventa superficie ricettiva per proiezioni che riscrivono continuamente lo spazio. Il camino domestico, luogo della cenere e dell’umiliazione, emerge con fiamme che pulsano di calore quasi tangibile. Non un’illustrazione, ma una presenza che scalda visivamente il palcoscenico, rendendo credibile l’intimità del focolare attraverso il paradosso della tecnologia.
Le Fate delle stagioni – creature centrali nel balletto di Prokof’ev – trovano nella luce il loro linguaggio naturale. L’Inverno si materializza in tracciati cristallini come brina sui vetri, l’Autunno esplode in rami carichi di foglie rosse come braci, la Primavera si annuncia con efflorescenze che sembrano disegnarsi in tempo reale. Ogni stagione non viene descritta ma evocata, attraverso segni essenziali che la musica amplifica.
Il palazzo del ballo è uno spazio onirico dove le proiezioni moltiplicano arcate e soffitti decorati, dove le finestre mutano dal dorato al blu notturno seguendo il ritmo della festa e l’avvicinarsi della mezzanotte. La luce non imita il reale: dichiara la propria natura di immagine, di costruzione visiva, di poesia tecnologica.
“Senza luogo e senza tempo, ma in tutti i luoghi e in tutti i tempi”: questa dichiarazione programmatica trova nelle videoscenografie di OOOPStudio la sua realizzazione più compiuta. L’astrazione non è freddezza, ma capacità di suggerire l’essenziale. Le texture proiettate hanno qualità pittorica, quasi impressionista: pennellate di luce, suggestioni atmosferiche che creano tensione affascinante con i corpi definiti dei ballerini.
La scenografia respira con i danzatori, risponde alla musica episodica di Prokof’ev con cambi di atmosfera che seguono il flusso narrativo. Ogni scena ha identità visiva propria, ma tutto è tenuto insieme da coerenza estetica che attraversa l’intero spettacolo.
Questa Cenerentola dimostra come la tecnologia, quando guidata da sensibilità poetica, non distragga dalla danza ma la amplifichi, creando quello spazio “evocativo ma non astratto, figurativo ma non didascalico” dove la fiaba può respirare e rinascere per il pubblico contemporaneo.
Credits
Musica – Sergej Prokof’ev
Coreografia – Mauro Bigonzetti
Assistente Coreografo – Roberto Zamorano
Direttore – Michail Jurowski
Scene e luci – Carlo Cerri
Costumi – Maurizio Millenotti
Costumista collaboratore – Irene Monti
Video Designer – Carlo Cerri, Alessandro Grisendi e Marco Noviello
ETOILE: Roberto Bolle
ARTISTA OSPITE: Polina Semionova
Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala